Quanto amore c’è…
Caffè coi Numeri, versione audio in Scuola Numerica canale T
Quanto amore c’è

Buongiorno a tutti
ci sono giornate in cui in principio mi dico: “vabbè dai, è evidente, cosa c’è da aggiungere a tutta questa meraviglia…”
poi succedono delle cose e… eccomi
c’è una foto che accompagna questo caffè coi numeri, scattata così al volo per un amico che mi ha mandato un messaggio dalla pianura bolognese esordendo così:
“ti chiamo da questa nebbia” e finiva con “illuminami”
così ho scattato questa foto al volo perché arrivasse anche lì il bel sole delle colline
quando ho riguardato l’immagine mi sono accorta che l’emanazione del Sole forma un cuore arcobaleno
certo scrivo e tengo corsi eppure, affermo che, se osserviamo, tutto ci insegna, è già tutto scritto, nella Natura, nel Cielo, in noi stessi. A volte serve solo allenarsi un po’ nella decodifica.
Per me il caso non esiste e qui, è espresso il potere dell’emissione e la sua manifestazione coerente.
In quel momento io ero nella gioia, stavamo prendendo accordi perché domenica ci incontreremo tutti assieme, e la risposta dell’esterno è specchio dell’Interno.
Un altro passaggio prima di arrivare a sintesi.
Qualche sera fa ascoltavo Focus 3.0, l’intervista di Mirella Santamato a Patricia Darré, una medium francese meravigliosa, e mentre descriveva le condizioni indispensabili per la manifestazione di basse energie citava: il buio, il freddo, l’umidità.
Ora rifletto sul fatto che quelle condizioni possono anche non essere presenti nella manifestazione fisica ma essere presenti interiormente.
Intendo dire che oggi qui c’è il sole, dunque, c’è la luce a prescindere dal fatto che siamo in inverno e questa giornata di sole scalda l’ambiente. Eppure, le qualità di umidità (che non è acqua corrente, quindi, non presuppone flusso ma ristagno), oscurità e freddo possono essere interiori.
Credo che il senso di freddo dentro sia qualcosa che in tanti abbiamo provato nella Vita. Ricordo in occasione di uno shock che ebbi d’estate che, in pieno luglio, avevo tre maglioni addosso eppure continuavo a sentire freddo… quindi è lo stato interiore che può produrre quelle condizioni.
Sulle quali, e collego i due punti toccati, assai spesso abbiamo grande potere, quello d’invertire la tendenza.
Quello d’aprire uno spiraglio e lasciare filtrare luce e calore. Naturalmente serve comprenderlo, sceglierlo, volerlo fortemente! A volte sì, c’è la necessità di farsi dare una mano, ma anche scegliere di farsi dare una mano parte da quel moto interiore dove sono allineati il nostro sentire, il nostro volere, il nostro pensare da cui poi deriverà l’agire.
Ne parlo oggi perché è pieno di 5.
Sì, il giorno è 11, parla di intuizioni e ci sostiene nel cogliere quel che è oltre il materico
Ma quando sommiamo giorno e mese otteniamo 5 da 23,
se sommiamo tutta quanta la data il 5 che otteniamo deriva da 14 (e quindi un 5 che deve attraversare l’aspetto karmico che invece della sensualità rende uno stato di prigionia, iniziale naturalmente, poiché il progetto è trasformare quel che sfida nel nostro migliore alleato),
5 è l’ultima unità dell’anno e
le ultime due cifre dell’anno sono 25, che esprime il 5 moltiplicato per se stesso.
E poiché il 5 è espressione di cambiamento e libertà ma anche di comunicazione, ecco che l’attenzione va al riuscire a comunicare con quanta più chiarezza possibile con quello che interiormente si sta muovendo in noi, e stare con quello che c’è, con quello che noi intendiamo esprimere, e ogni qualvolta non ci è chiaro cosa voglia o intenda esprimere chi abbiamo accanto, chiederlo.
Non è affatto facile.
Un caro vicino di casa, ora di là dal velo, mi lasciò in un giorno per me triste di cui lui nulla sapeva, alcune frasi.
L’ultima di queste era “e chiedi sempre perché”
Le altre erano più evidenti, ma questa, lì per lì, per me lo era meno (a volte troviamo prima la chiave e la porta viene dopo).
Chiedi perché… Non c’è solo umiltà, l’andare verso, la sospensione del giudizio (mi informo per portare chiarezza), desiderio di comprendere, dipanare, un dono offerto a sé e all’altro… poi mi è arrivato altro… mi è arrivato quanto amore c’è nel chiedere “perché?”
Con gratitudine e un abbraccio, dal cuore, buona giornata
Alessandra Pizzi
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