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abbraccio

 

QUI PER ANDARE OLTRE 

Non è facile integrare la polarità, perché cresciamo credendoci.

Per definire un punto nello spazio, ci si avvale di coordinate che sembrano opposte: sopra-sotto, destra-sinistra, dentro-fuori, nord-sud. Il tempo è scandito in periodi apparentemente opposti: notte-giorno, estate-inverno, luce-buio, sole-luna, fuoco-acqua, caldo-freddo. Abbiamo un corpo di donna-uomo per un tempo che fissiamo tra nascita-morte in salute-malattia. E ancora si separano corpo-anima, ragione-intuizione, scienza-spirito, lavoro-preghiera/meditazione, coppia/famiglia-realizzazione personale.

Così siamo forgiati nel conflitto tra bene-male, torto-ragione, giusto-sbagliato, positivo-negativo, buono-cattivo che ci faranno meritare paradiso o inferno e che comunque ci limitano nell’infelicità della parzialità e del senso di colpa.

Questo sistema, se attivo in termini di opposti e di esistenza di una polarità con esclusione dell’altra, porta separazione e giudizio. Ed è perfetto così, perché solo dopo aver sperimentato la polarità, possiamo arrivare a disgregare una matrice che sta frenando il salto evolutivo che ci attende. Se ho sperimentato la dualità in termini di separazione e l’ho sentita come scissione, divento pronto per andare oltre e iniziare a unire anziché dividere, abbandonando un sistema schizofrenico, per osservare in termini di complementarietà e finalmente ritrovare l’intero. Non ci sarà più uno o l’altro – schieramento, dualità, opposti – ci sono l’uno e l’altro – complementarietà, unità – e in questo modo lascio lo sbilanciamento della polarità, per portarmi alla stabilità del centro, al punto dell’equilibrio.

Nella sperimentazione che è la vita, ogni eccesso si ribalta nel proprio contrario fino a che si raggiunge il punto dell’equilibrio: il centro.

A questo livello di osservazione possiamo riconoscere che la polarità è insita nella manifestazione e quindi giungere a vedere le infinite coppie di opposti–complementari, come raggi di una medesima diagonale, facce di una stessa medaglia, bilanciamento l’uno dell’altro per una questione di equilibrio. Come avviene nel respiro, nel battito del cuore, nel movimento del pendolo di un orologio: espansione e contrazione si succedono e coesistono garantendo la continuità della vita. L’intera Creazione si manifesta secondo correnti vitali non opposte ma complementari, coppie di una stessa unità, che con la loro alternanza preservano il movimento e quindi la vita. YIN e YANG uniti nel TAO.

Da In Cammino verso Sé di Alessandra Pizzi

Oggi aggiungo che in questo anno 2019 siamo in condizioni di lavorare in modo particolare su questo punto ed in questo mese di marzo ancor di più. Segui il convegno di Fano e ne parleremo.

 

 

 

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