Ricerca del fratello spirituale

Ricerca del fratello spirituale

Ricerca del fratello spirituale

labirinto chartres
Luis Sepúlveda scrive in “La frontiera scomparsa”:
“… A parte rare eccezioni, tutti mi avevano lasciato l’animo amareggiato da un sapore uniforme: la gente viveva nella paura e per la paura. Ne faceva un labirinto senza uscita, accompagnava di paura le conversazioni, i pasti. Perfino i fatti più banali li rivestiva di un’impudica prudenza, e la notte non andava a letto per sognare giorni migliori, o passati, ma per precipitare nel pantano di una paura densa e tenebrosa, una paura di ore morte che all’alba la faceva alzare dal letto con le occhiaie e ancora più intimorita.”
Poi, per il codice dei numeri, possiamo calare la riflessione nella ricerca del fratello spirituale associata al 7 che troviamo nella data di oggi (21 nasce dalla moltiplicazione di due numeri considerati sacri, 3 e 7, e il totale della data “passa” da 77).
“Ricerca del fratello spirituale” è questo che mi interessa, cercare, comunicare, trovare il fratello spirituale perché insieme, con connessione, centratura e lucidità si riconoscano le dinamiche attive.
E si hanno più vie d’uscita.
Castaneda, riferendo gli insegnamenti di Don Juan, dice che definiva la paura il primo nemico dell’uomo.
E Sepulveda definisce quello stato “un labirinto senza uscita”.
Nel mito l’essere mostruoso, il Minotauro, sta nel centro del labirinto, e ogni anno chiede un tributo di vendetta: divora 7 giovani ragazzi e 7 giovani ragazze. Teseo decide di mettere fine a quest’ingiusto orrore ed Arianna lo aiuta.
Torniamo al libro di Sepulveda, il capitolo finisce così:
“… andrò a Calcutta, dichiarò l’arancione. Non dubitavo che ci sarebbe riuscito e mentre mi allontanavo con il vecchio…”
Qui devo dirvi che questo vecchio aiuta i due ragazzi che erano stati fermati dai militari e lasciati un giorno intero a faccia in giù con le braccia dietro la nuca sotto un sole cocente. Il vecchio li aspetta più in là, li aveva avvisati che si allontanassero, ma loro vanno incontro al destino e lui li aspetta più in là, a sera, con una crema per le ustioni. Sepulveda è stato sequestrato assieme ad un altro ragazzo seguace degli Hare Krishna che voleva andare a Calcutta.
“… andrò a Calcutta, dichiarò l’arancione. Non dubitavo che ci sarebbe riuscito, e mentre mi allontanavo con il vecchio, desiderai ardentemente che ci arrivasse presto, perché se quel ragazzo rapato, con lo zaino e le vesti arancioni, fosse giunto a Calcutta, almeno uno su mille avrebbe ritrovato la sua frontiera scomparsa, quella che ci permetteva di entrare nei territori della felicità.”
Quella frontiera scomparsa e quei territori della felicità sono in noi, proprio come quel Minotauro nascosto.
Siamo di nuovo in un attraversamento, con la corda tesa tra esasperazione creata ad arte per generare insurrezione affinché la repressione sia così legittimata, e si possa insediare.
Dinamiche sempre attuali, non era quello tanto famoso il mestiere più vecchio del mondo!
La rivolta del pane apre le porte al libero sfogo delle peggiori nefandezze umane di chi si erge ad abusante potente. E il pendolo pendola.
Ancora???… lo so che viene da chiederselo…
Se questo è il transito sia lucidità nelle nostre menti, compassione nei nostri cuori, e forza nella nostra vita.
Ora più che mai la gestione di pensieri, parole, emozioni e azioni è determinante. Ricordiamo che siamo co-creatori, fratelli spirituali, siamo operai in terra, costruiamo altro. Dal labirinto si può e si deve uscire.
Alessandra Pizzi
nella foto il labirinto di Chartres visione aerea dal web

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