Verso l’unità
25.08.2025: verso l’unità

Buongiorno,
il Caffè coi Numeri di oggi nasce da questa domanda:
“vorrei sapere se i numeri che ognuno di noi non ha nella propria mappa è bene integrarli, per esempio nei periodi dell’anno quando capitano, oppure se ognuno è su questo mondo per affrontare le proprie sfide e va avanti coi numeri della propria mappa”
Una bellissima domanda che porta l’attenzione su più aspetti:
Il primo e fondamentale è che le unità vanno continuamente collocate all’interno di un’altra più ampia unità che è la decade.
I numeri ci insegnano ad osservare continuamente la parte e l’intero, significa che caratterizzo l’archetipo come intero e al contempo come parte di un intero ancor più vasto che è la decade. Che è a propria volta parte di un intero ancor più vasto.
Sarebbe come dire: sono in questa casa, che è in questo stabile, che è in questa via, che è in questo paese, di questa provincia, di questa regione, di questo stato, di questo continente, di questo pianeta, di questo sistema solare, di questa galassia, e potremmo andare oltre… torniamo indietro, da quel braccio della galassia al nostro sistema solare, al nostro pianeta, a questo continente, a questo stato, in questa regione, di questa provincia, in questo paese, in questa via, a questo stabile, nella stanza in cui sono.
Potremmo farlo con il nostro corpo e con le parti membra, sistemi, organi, tessuti, cellule che compongono questo intero che noi siamo.
Questo è un insegnamento importantissimo perché, quando riesce ad arrivare a coscienza, si accende e trasforma completamente la visione e inevitabilmente, spontaneamente e senza alcuno sforzo o induzione dissipa tanta conflittualità. Perché in quel preciso momento si comprende come ovvietà che è rivolta a se stessi, in quanto parte di un più ampio intero, l’umanità. E anche che, se agisco su di me in quanto parte, agisco sull’intero e che è insensato rivolgermi con giudizio o condanna all’esterno come se non mi riguardasse. Non disperdo più energia e so da dove iniziare per fare cosa e soprattutto so perché. Una presa di coscienza che cambia l’atteggiamento, le scelte, la vita.
Per l’altro aspetto torniamo alla decade e ai suoi tasselli, le unità: ciascuno di essi è fondamentale per completare l’esperienza.
I numeri assenti in Mappa, che nella griglia di Coates vengono chiamati “lezioni karmiche”, sono le parti della personalità che arriviamo alla nascita con il progetto di integrare. Quindi i numeri che mancano nella mappa fanno parte di quello che si può definire il nostro personale cammino delle sfide, che possiamo aver già integrato in tutto, in parte, per nulla. E come suggerisce questa amica è possibile, proprio nei momenti in cui quei numeri sono presenti come forze attive, accogliere l’occasione per lavorare su quel tema.
Dunque, è vero che ciascuno di noi ha dei focus particolari derivanti dalla Mappa.
Ad esempio: abbiamo detto che agosto è caratterizzato dalla sfida 1, oggi doppia. La sfida 1 rappresenterà un aspetto dominante in questo periodo per tutti, e ancor di più se rappresenta già una sfida nella nostra Mappa.
Restiamo sull’esempio della sfida 1 nella propria mappa numerologica: ecco che un mese come questo chiederà di lavorare su questo tema e se ho già lavorato tanto su quella energia (perché siamo chiamati in qualche modo dai fatti della vita che attira a sé le esperienze di cui abbiamo bisogno per integrare e trasformare i vizi di quell’archetipo nelle sue virtù) non sarà più un aspetto sfidante come all’inizio, quando magari faceva esplodere o rannicchiarsi, perché poi la sicurezza se ne va completamente…
A mano a mano che, anziché reagire e considerare le provocazioni delle seccature, comincerò a riconoscerle come banchi di prova, ecco che quelle oscillazioni tipiche di questa energia, cominciano a stabilizzarsi, si equilibrano, e magari quando arriva la provocazione, quando viene a bussare la porta, la riconosco. E nel momento in cui la accolgo, la vedo, so che mi riguarda e non la giudico, non la condanno ma sto con quello che c’è, sento che c’è un movimento dentro e sto, è come tenere un attimo la posizione per riconoscere quello che si sta muovendo e da quel punto, da quel centro, ecco che posso scegliere qual è la giusta azione per me in quel momento. Lascio lo spazio alla creatività, a quella coscienza di interconnessione e troverò un modo altro che mi lascia uno stato di levità. Anziché privarmi d’energia me ne ha donata.
Certo magari non riusciremo ogni volta o non riusciremo a completare tutto il progetto che la mappa sottende, non fa niente, non preoccupiamoci ma occupiamoci di andare avanti con questa disponibilità, prendendoci la responsabilità di quello che c’è, e prendendoci anche la autorevolezza, nella nostra esistenza, di discernere.
Compreso quello che abbiamo appena condiviso! Ti torna? Non ti torna? Ognuno col proprio setaccio, ognuno con la propria forza discernente. È un potere fondamentale da recuperare, perché lì dentro ci sta tutto il nostro potenziale, il nostro potenziale creativo, il nostro potenziale di dire sì e di dire no e di trovare la via che non sia indotta mai da nessuno per programmare uomini-macchina ma sempre con l’intelletti accesi, luminosi e amanti, e con noi al timone.
Grazie e buon proseguimento
Nella foto dal web il cosmo, con una galassia, stelle, pianeti nel loro movimento ordinato, si sente il loro canto osservando, “l’Armonia delle Sfere” che ci ha insegnato Pitagora.
Un abbraccio,
Alessandra
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